venerdì 22 febbraio 2008

La lettera di Anita Pallara a Giuliano Ferrara

Anita Pallara è di Bari e ha 18 anni. È ammalata di atrofia muscolare spinale 2.
Ha un gran fegato, la fanciulla. E anche un cervello invidiabile. Sulla scelta di Giuliano Ferrara di creare una lista Pro Life, contro l’aborto, sul suo blog gli ha scritto una lettera aperta.
(Panorama.it , con il suo consenso, la riporta integralmente). Sarei curiosa di leggere la risposta del difensore degli embrioni. Molto curiosa.

Lettera aperta a Giuliano Ferrara

di Anita Pallara

Io sono il feto malato….
Mi chiamo Anita, ho 18 anni e sono un ex feto malato… ora sono una ragazza “malata”, ho una malattia neuromuscolare, in inglese SMA, molto simile alla sclerosi laterale amiotrofica, solo che la Sma colpisce i bambini. Si divide in tre forme: la prima, ossia la più grave, impedisce quasi ogni movimento e si manifesta nei primi mesi di vita del bambino e colpisce anche l’apparato respiratorio e spesso provoca la morte entro i primi anni di vita, la seconda (della quale sono affetta io) si manifesta entro l’anno di vita e impedisce di camminare e porta alla scoliosi e anch’essa colpisce l’apparato respiratorio e porta all’utilizzo di un respiratore durante la notte e fin dai primi anni di vita all’utilizzo di una carrozzina elettrica, la terza è la meno grave ma porta comunque negli anni all’utilizzo della carrozzina. È una malattia genetica rara e quindi non rientra nelle patologie che vengono sottoposte al controllo prima della nascita, a meno che non ci siano casi in famiglia. Suppongo che la domanda sorga spontanea… sono contenta di essere nata? Ovviamente sì, sono fiera di ciò che sono, amo la mia vita con tutte le sue difficoltà, vivo una vita piena, molto più piena di quanto si possa immaginare, ho una famiglia stupenda che mi ha voluta, che quando ha saputo delle mia malattia ha avuto un primo momento di sconforto poi si è rimboccata le maniche e mi ha cresciuto normalmente come tutti gli altri bambini… Ora mi crescono come una ragazza “normale” (esiste la normalità?).
Nella mia vita sono passata da tante situazioni, dai reparti di neurologia pediatrica alle rianimazioni… ai convegni sulla mia malattia, che sono dei raduni carichi di speranza, di dolore, di gioia di vivere… Ho visto genitori straziati dal dolore di aver perso un figlio, tanto velocemente e con tante sofferenze… Ho visto bimbi di due anni su una carrozzina attaccati ad un respiratore impossibilitati a muoversi dalla testa ai piedi, eppure carichi di vita, ne ho visti altri con lo sguardo stanco… Chi si batte tanto a parlare di vita, di diritto alla vita, temo che ne sappia ben poco del vero valore di questa parola, forse parliamo tanto di diritto alla vita di questi tempi perché ci sembra di vivere passivamente e allora ci battiamo più che per il diritto di vita degli altri per riaccendere la nostra volontà di vivere.
Qualcuno potrebbe dirmi “se tua madre avesse saputo della tua malattia tu non saresti nata”, sì è vero, mia madre avrebbe avuto il difficilissimo e dolorosissimo compito di scegliere se perdere un figlio o metterlo al mondo anche se malato.
Bene, mia madre dopo aver avuto me ha provato a darmi un fratellino e ha fatto tutti gli esami ed è risultato che anch’esso era malato… potete immaginare la tragedia interna di mia madre… abortire e perdere un figlio e in un certo senso rinnegarmi o mettere al mondo un bimbo malato (senza sapere quale forma di malattia potesse avere)…. bene mia madre da donna, da madre, ha preso la decisione più giusta… ossia abortire. È forse stata un mostro? un’assassina? o forse è stata coraggiosa, saggia, e ha evitato di mettere al mondo un bimbo destinato a soffrire… Ognuno la può interpretare come vuole… ma è proprio questo il punto, la libertà. Per libertà non intendo poter fare ciò che si vuole (come spesso viene interpretata la libertà) ma essere liberi di poter compiere una scelta, dolorosa in qualsiasi caso, di non sentirsi dei mostri se si compie una o l’altra scelta. Dio stesso ha fornito all’uomo il libero arbitrio…
Concludo rivolgendomi direttamente a lei signor Ferrara. Io personalmente trovo la sua “lista-crociata” anti-abortista del tutto fuori posto, trovo decisamente inadeguato usare un tema così delicato e che tocca così profondamente e personalmente milioni di donne e di uomini, come campagna elettorale. Lei ha messo sullo stesso piano la moratoria sulla pena di morte e l’aborto, trovo difficile comprendere questa comparazione, visto che nel caso della moratoria sulla pena di morte si parla di evitare che persone adulte che hanno compiuto un crimine atroce, e già per questo hanno perso la loro umanità, vengano uccise, per evitare che anche la giustizia si disumanizzi, mentre nel caso dell’aborto parliamo di donne che si trovano davanti a un bivio atroce e non hanno nessuna colpa se non quella di cercare il meglio per sé e per i propri figli…
Finisco dicendole che se per lei abortire è come compiere un omicidio… bene… sono fiera che mia madre sia un’assassina. Cordiali saluti.

Anita Pallara 18 anni ex feto malato

22 commenti:

Anonimo ha detto...

Amen.

Cachorro Quente

Girl love girl ha detto...

Mi ha fatto commuovere questa lettera...

Betty ha detto...

Grande Anita...ha la dignità e l'intelligenza che a tanti mancano...

Anonimo ha detto...

Difficile commentare... Difficile per noi persone "normali" capire fino in fondo il dramma della scelta della madre, col secondo figlio..Mi piacerebbe molto sentire la risposta di Ferrara; in questa lettera, secondo me, ci sono motivazioni sufficienti per gettare alle ortiche la lista, la moratoria e ogni altra volontà di snaturare la 194. Dubito che Ferrara voglia tenerne conto... E non credo neppure che risponderà.. Ma noi, comunque, l'abbiamo letta ! Non è stata inutile. Forza, Anita !! Sono con Te.

Anonimo ha detto...

Ferrara,mi dispiace strumentalizzi un atto così importante per fini politici ed elettorali,ma ti assicuro che i veri cattolici non si lasciano convincere da te!

Anonimo ha detto...

Sono un medico e so bene cosa sia la SMA. Ammiro il tuo coraggio: non so se io, davanti a una diagnosi di sclerosi laterale amiotrofica, troverei il coraggio di non uccidermi, finché ne avessi il tempo, ma accettassi invece la vita col tuo coraggio, la tua ovviamente elevata intelligenza (capita spesso, lo sai bene, per ulteriore crudeltà degli dei, nei pazienti con SMA) e, condedimelo, con la tua deliziosa femminilità.
La tua lettera è bellissima, come dev'esserlo, per il tuo coraqggio, la tua vita. Mauro.

Anonimo ha detto...

Mi chiamo Valentina ho 32 anni e ho sempre considerato l'aborto come una scelta molto dolorosa,qualunque fosse il motivo che spingesse una donna a doverla o volerla prendere. Ammiro il coraggio e la voglia di vivre di Anita e non credo affatto che sua madre sia un mostro o un'assassina; e sono altrettanto convinta che Ferrara non risponderà alla sua lettera. Spero di non dovermi mai trovare difronte alla scelta che ha dovuto compiere la madre di questa coraggiosissima ragazza, ma nel caso anche io sceglierei l'aborto: non credo sarei capace di mettere al mondo, CONSAPEVOLMENTE, un essere umano destinato a mille sofferenze!

Anonimo ha detto...

io credo ke la chiesa è un organizzazione criminale, ma si rende conto di rovinare la vita a molte persone?

sono scioccata

Anonimo ha detto...

Grande Anita che cuore e che sentimenti le tue parole se fossero delle scimitarre per affettare il cervello di Ferrara ma neanche a dirlo no è in grado di provare certe emozioni un mio vicino l'ho visto morire lentamente con la SLA terrificante !!!!

Anonimo ha detto...

Grazie Anita per il tuo contributo. Condivido a pieno quanto esposto nella tua lettera carica di emozioni che lasciano intravedere quanto ami la vita. Sono d'accordo con te!Parli di libertà di scelta! Che gran bella cosa la libertà!Pensa anche a quante persone sono costrette a vivere in "dolori" e dolori perchè viene loro negato la libertà di scelta! la libertà di accettare una cura o di sospenderla!
Credo che strumentalizzare la "vita" e/o la morte ai finipolitici sia semplicemente scorretto.
ciemme16@virgilio.it

Paolo ha detto...

La lettera dice: "essere liberi di poter compiere una scelta, dolorosa in qualsiasi caso, di non sentirsi dei mostri se si compie una o l’altra scelta". Ma questo è ovvio quanto terrificante: chiunque è "libero" di sopprimere una vita... è "libero" di "rubare"... è "libero" di condannare a morte un'altra persona! Tutti sono liberi...

Avion ha detto...

Seguendo il ragionamento, dovrebbe suicidarsi per non soffrire più. Invece no. Allora forse qualcosa di bello nella vita c'è, anche se non lo ammetterà mai.

Marcoz ha detto...

Mi scusi, Avion, ma come diamine legge lei?

"sono fiera di ciò che sono, amo la mia vita con tutte le sue difficoltà, vivo una vita piena,"

Luca ha detto...

Grazie Anita, grazie donna coraggiosa.

Anonimo ha detto...

Credo che sia un vero delitto rinunciare a persone come te!

Anonimo ha detto...

Salve a tutti, se vi va sul forum Panorama c'è anita e sua mamma che discutono con gli utenti...
Sezione "politica" topic "Io, l'ex feto malato e l'aborto. Lettera a Giuliano Ferrara"
Anita e sua madre utilizzano il nicname "anix".

Euridice ha detto...

Anita,nel Bel Paese, dove s'impedisce alla gente di emanciparsi intelletualmente (con il cattivo uso dei media, specie delle televisioni), di prendere vera coscienza della propria spiritualità (perchè il Vaticano si occupa molto di "quel che è di Cesare" e, superficialmente, di "quel che è di Dio"), di avere garanzie di legalità, ci sei tu, un fiore bianco e d'oro, che brilla sullo stivale. La tua consapevolezza, la tua lucidità, la tua accorata dolcezza nell'offrire questa testimonianza, fa di te una persona al disopra di tutti, molto più al vertice di quelli che sono ai "vertici". Lì tu hai posto la tua intelligenza e la tua Libertà, là dove gli altri hanno messo i soldi, il potere e la visibilità. Spero che quella parte dello "Stato" che si batte contro l'aborto, "a favore della Vita", provveda a rendere meno difficile la Vita a chi la vita ce l'ha già, come te per esempio, e non si limiti a vendere questioni (segmenti di vita e di cuore) così delicate nelle campagne elettorali (come tu giustamente dici). Ferrara si batta piuttosto perché le persone "malate" abbiano tutto ciò che spetta loro; perchè la VITA che è stata loro donata possa essere VISSUTA a pieno da questi ultimi. Perchè non lo fa? E' poco demagogico per i suoi gusti? Raccoglierebbe pochi proseliti? Risponda alla sua coscienza prima e se ce la fa al resto degli Italiani.
Tua madre, Anita, lo saprai già, è stata una grande donna, e nella sua scelta ha rappresentato anche te, oltre milioni di donne, perchè il diritto di decidere se soffrire o far soffrire, la libertà di poter essere addolorata e di addolorare, rimanga sempre fra i diritti fondamentali della Persona, e non delle donne in particolare! Non capiscono che è una questione UMANA, di Uomini, e non fatto di donne.
Spero, inoltre, che le donne che non abortiscono mai, e gli uomini che hanno il posto nella lista di Ferrara, riescano ad allevare tanto brillantemente i loro figli, quanto ha fatto la mamma di Anita con lei, che riescano a trasmettere loro la stessa alta consapevolezza, e piacere della Vita, che questa ha saputo trasmettere alla propria figlia, che siano tanto coscienti da non sprecarla mai dietro materialità, droghe, alcol e altre "malattie". Perchè Anita, signori, è un evidente esempio di istruzione, educazione, moderazione, consapevolezza, energia e serenità (se sbaglio correggimi Anita).
Un solidale saluto a Te ed a tua madre: due grandi e coraggiose donne!

donna ha detto...

al signor paolo...mi chiedevo,lei è mai rimasto incinto?ha mai subito abusi sessuali?ha mai subito l'umiliazione di un aborto?sa..in quella stanza d'ospedale non è bello starsene supini mostrando la propria intimità in attesa che quelle 2 o 3 persone con un cucchiaino ti strappino via dall'utero un feto malato,o il frutto di un errore o di una violenza e che magari ti mostrano morto in un bicchiere di plastica. l'aborto non è una scelta che si fa a cuor leggero,non è un qualcosa che si dimentica,non è al pari della pena di morte. una donna ha il diritto di scegliere se partorire con dolore un figlio che soffrirà fisicamente e moralmente ma ha altrettanto diritto di scegliere se subire il dolore di un aborto perchè sa che quel figlio ha poche speranze.(dedico la mia vita alla genetica e ogni giorno studio malattie atroci compatibili con la vita,nel senso che il bambino nasce vivo,ma non che sopravvive o sopravvive con dignità)perciò una cortesia,cerchi di rendere dignitosa la vita di chi soffre e non usi una questione così delicata per squallidi motivi politici.

Paolo ha detto...

La domanda nasce spontanea: perchè una donna ha diritto a sopprimere una vita umana e uno Stato non ha il diritto a sopprimere una vita umana?

apparente ha detto...

Anita, hai un gran cuore e un gran cervello..complimenti veramente. Sei grande.

Anonimo ha detto...

al sig.paolo: è perchè lei che diritto ha di imporre ad una donna di partorire per forza? le ripeto,ne riparliamo quando resta incinto.. l'aborto non è immorale quanto togliere la vita ad un uomo vissuto lucido e pensante. per cortesia non tocchi la 194,anzi semmai la aggiusti. togliere il diritto di scegliere significheranno non solo feti abortiti clandestinamente ma cliniche clandestine,donne morte di setticemia etc etc etc..

Anonimo ha detto...

Anche se estremamente in ritardo, mi piacerebbe rispondere;
Sono una donna, una giurista ed una malata, orgogliosa di essere tutto questo.
Felice che nessuno, nonostante i miei grossi difetti, abbia deciso per me che non valeva la pena che io vivessi. Fiera di aver lottato, vinto le mie battaglie quotidiane, raggiunto i traguardi che mi ero prefissata.
E di questo devo ringraziare i miei genitori, coloro che mi hanno donato la vita, che hanno creduto in me anche se non sono "normale".

Da giurista potrei elencare diversi contro riguardo la L194/78, primo fra tutti il fatto che sia utilizzabile praticamente sempre, in maniera quasi indiscriminata, ma è certo che ha anche dei pro, che devono rimanere intoccabili: credo che occorrerebbe modificare, in maniera restrittiva, la norma… L’interruzione di gravidanza terapeutica è un diritto, ma solo quella strettamente tale.

Da donna, credo che sia molto più coraggioso accudire un figlio che scegliere di abortire, nonostante entrambe le strade siano tutt’altro che facili.

Da tre mesi aspetto un bimbo…
Causa la mia malattia, le probabilità che porti a termine la gravidanza sono basse, ma lotterò con le unghie e con i denti, per me e per la creatura che porto, perché un domani possa crescere e amare la vita come l’ho potuta amare io.