martedì 5 febbraio 2008

Qualche domanda a Carlo Alberto Defanti su Eluana Englaro

Quando ha visitato Eluana, in che condizioni era? Erano le stesse condizioni dell’ultima volta in cui l’ha sottoposta ad esami?

Ho visitato Eluana nell’ottobre 2007 in occasione della visita che le rese il sen. Ignazio Marino. A dire il vero, non ho fatto una visita formale, ma ho trascorso circa un’ora accanto a lei insieme a Marino e alla suora che da oltre 15 anni la accudisce e che la considera in qualche modo una figlia. Posso dire che la situazione clinica, osservata nel 1996, nel 2001 e nel 2007, è del tutto invariata. Eluana non ha mai mostrato alcuna risposta agli stimoli ambientali tale da implicare un’elaborazione corticale dello stimolo. Quindi ella si trova in uno stato vegetativo vero e proprio (e non in una delle condizioni descritte da qualche anno come stati di minima coscienza). Inoltre, sia sulla base dei dati strumentali del passato, sia su quella del lunghissimo periodo di osservazione (identico a quello di Terri Schiavo), si può affermare con certezza (vale a dire con una probabilità soverchiante) la sua irreversibilità o permanenza.

Che cosa significa essere in SVP? Ci sono casi in cui si è usciti dallo SVP?

Cominciamo a chiarire i termini. Si parla di Stato Vegetativo SV quando un paziente che ha subito una gravissima lesione dell’encefalo, dopo un periodo di coma (stato di incoscienza con gli occhi chiusi) che di regola non dura più di 3-4 settimane, comincia ad aprire gli occhi come si risvegliasse ma non è in grado di entrare in alcun modo in contatto con l’ambiente. SVP è l’acronimo di Stato Vegetativo Persistente e la sua definizione corrente è: stato vegetativo che dura oltre un mese. Lo SVP così inteso non va confuso con lo Stato Vegetativo Permanente, ove l’aggettivo permanente è sinonimo di irreversibile (a differenza dello SVP, che è una diagnosi che descrive una condizione, SV permanente è una prognosi: implica cioè la previsione di irreversibilità). Detto questo, dallo SVP (persistente) si può uscire ed anzi ciò accade abbastanza spesso, per esempio nel caso dei traumatizzati cranici gravi, che dopo una fase di coma entrano in SVP per poi risvegliarsi e riprendere contatto con l’ambiente. Per definizione invece dallo SV permanente non si dovrebbe uscire mai. Il condizionale fa riferimento al fatto che qualsiasi prognosi ha carattere probabilistico e che un piccolo numero di malati giudicati in SV permanente hanno poi ripreso contatto con l’ambiente (si sono risvegliati) al di là dei termini temporali che per lo più permettono di formulare la prognosi di irreversibilità.

Eluana si rende conto di qualcosa?

Per quanto è possibile sapere, i pazienti in SVP si trovano in uno stato simile a quello della narcosi (la misurazione del metabolismo globale del cervello dimostra livelli globalmente ridotti, in misura paragonabile a quella dei soggetti in anestesia generale). Negli ultimi anni, con tecniche sofisticate, è stato dimostrato che in alcuni pazienti singole aree della corteccia cerebrale reagiscono a stimoli ambientali, ma non è possibile sapere se ciò corrisponda a una qualche consapevolezza. Del resto alla domanda “che cosa prova il malato in SVP?” non è possibile dare una risposta diretta, ma soltanto indiretta. Eluana non avrebbe mai voluto essere mantenuta in vita in queste condizioni.

Quali sono, secondo lei, le ragioni per opporsi alla sua scelta?

Le ragioni sono di diverso ordine: a) da un lato una misura come la sospensione della nutrizione artificiale urta in modo “istintivo” il tradizionale sentire medico, ma questa risposta emotiva può essere facilmente soppiantata da una seria argomentazione razionale, come dimostrano le linee guida di società scientifiche autorevolissime, come l’American Academy of Medicine; b) oggi la vera ragione è che il Magistero cattolico ha fatto sua senza riserve la dottrina della sacralità della vita, dottrina che entra in rotta di collisione con gran parte della medicina moderna e che ciononostante continua ad essere sostenuta, credo, per ragioni politiche più che autenticamente religiose.

Nutre qualche speranza per il futuro e rispetto alla decisione della Corte di Cassazione dello scorso autunno?

Tenuto conto della difficile situazione in cui viviamo, nutro ragionevoli speranze nelle capacità di innovazione della magistratura. Il diritto ha una sua logica che nel tempo ha saputo precedere la moralità codificata delle grandi istituzioni (Chiesa, medicina ecc.): si pensi alla riforma del diritto di famiglia, al riconoscimento del cambiamento di sesso, al consenso informato.

Eluana è imprigionata in una condizione che non voleva e in un corpo straordinariamente forte - e che paradossalmente è una condanna in queste condizioni. Se non ci fossero impedimenti legali, lei come agirebbe (anche tecnicamente, quale sarebbe la strada migliore per eseguire le volontà di Eluana)?

Se non vi fossero impedimenti legali (e spero di poterlo fare, dopo una sentenza favorevole della Corte di appello di Milano), il modo corretto di procedere sarebbe di rimuovere il sondino attraverso il quale Eluana è nutrita e di trasferirla in un hospice, in modo da accudirla nel modo più attento e dignitoso durante il periodo (che sarà dell’ordine di due settimane) in cui la sua vita proseguirà dopo la sospensione del trattamento, vegliando a tutti quei provvedimenti (umettare periodicamente le mucose, lavaggio dolce, cambiamento periodico delle posizioni del corpo ecc.) che favoriscono il mantenimento di un aspetto fisico dignitoso e consentendo a familiari ed amici di visitarla ad ogni ora. L’avanzamento biomedico ha offerto straordinarie possibilità di interventi e di miglioramenti, ma ha anche causato situazioni come quella di Eluana.

Quale potrebbe essere una bussola per orientarsi rispetto a questa “ambivalenza”?

Tre sono i punti principali: a) la medicina deve prendere atto che il suo coinvolgimento nel processo del morire significa inevitabilmente che il medico è confrontato quotidianamente con decisioni di vita e di morte e che il non decidere è sempre in realtà una cattiva decisione; b) è indispensabile che la medicina elabori criteri prognostici il più possibile precisi al fine di non avviare o di sospendere precocemente le misure di sostegno vitale nei pazienti in terapia intensiva; c) i medici debbono prendere atto che l’ultima parola in questa decisioni spetta al paziente stesso, sia in forma diretta quando possibile, sia in forma indiretta tramite strumenti come il testamento biologico.

(L’ultima parola a chi non ce l’ha, Agenda Coscioni di febbraio, anno III, numero 2).

33 commenti:

Anonimo ha detto...

Eluana e l’avvocato radiato dall’albo per abuso di difesa.

La sconfitta dei radicali che volevano abolire la pena di morte.
Eluana abbandona la "casa" per la libertà del padre,
testimone di un paradosso emotivo scambiato per espressa volontà.
Mi vergogno per i giudici della corte di appello.
Mi vergogno per come abbiamo iniziato il terzo millennio.
Mi vergogno per la scienza medica che ancora brancola nel buio cercando
di conoscere il chimismo della mente ignorandone l'essenza vitale.
Quasi quasi mi vergogno del mio sciocco orgoglio di uomo che spera
ancora di considerarsi tale pur non riuscendo a confrontarsi con gli altri.
***
Eluana: invito al mio funerale.
Eluana: processata in contumacia.
Miei articoli facile da trovare su google. Grazie per l'attenzione michelangelo

Anonimo ha detto...

Che nessuno stacchi la spina!
Non solo io, ma anche la scienza medica come tutte le scienze, più si studiano e più allargano i confini dell’ignoranza.
Vedi l’universo macrocosmico e quello microcosmico che sembrerebbe più grande del primo(Zichichi).
Vedi la materia e la non materia che sono vita con la sola differenza che la prima è energia che non ha coscienza di sé mentre la seconda è energia che ha coscienza di sé(Robert Jahn).
Vedi l’osservatore che nell’osservare modifica l’osservato(Niels Bohr).
Vedi il futuro della nanotecnologia, ecc. Le leggi dell’equilibrio, dell’armonia, del chimismo dei colori che aiutano o turbano stati mentali.
Il tempo curvo (Einstein), l’influenza dei pianeti, delle macchie solari ci apre inimmaginabili future conoscenze sulle influenze galattiche che riceviamo e si potrebbe ancora proseguire a lungo con cognizioni scientifiche ma già bastano solo questi poche esempi per farci capire quando siamo ancora ignoranti e purtroppo presuntuosi (e io non mi sottraggo).
Basta solo un esempio per similitudine per terrorizzarci:
Se “formattassimo” in 24 ore la vita dell’universo, l’uomo sarebbe apparso nell’ultimo milionesimo di secondo ed in questo nano secondo nonostante siamo andati sulla luna, la nostra scienza non è ancora uscita dalle caverne.
Della mente, del coma, degli stati di coscienza, alterati o sublimali siamo a livello sotto zero.
E pontifichiamo!
Leggi della natura, irreversibilità, libero arbitrio, vita, non vita, eutanasia.
E assolviamo, condanniamo, stacchiamo spine per la buona morte, per testamento biologico (ultima invenzione dell’uomo del terzo millennio), morte dignitosa (Maurizio Costanzo) ecc. ecc.
Se ci fosse una sola possibilità su un milione, e la nostra ignoranza non ci consente di escluderla, che potessimo essere in errore, ebbene, che nessuno stacchi la spina.
michelangelo

cecii ha detto...

Non sono un medico, ma mi sembra che in caso come questo non ci sia bisogno di fare riflessioni sul progresso della medicina, dell'uomo, su questioni tanto ampie che si allontanano dall'oggetto della discussione. Qui si parla di una donna che da ben 16 anni, attenzione, non qualche giorno, vive uno stato vegetativo che le impedisce una 'vita' nel vero senso della parola. Non si tratta di pontificare, sapremo anche meno di zero sul coma e su certi aspetti della vita del corpo umano, ma vaglielo a dire a quel padre che conta i minuti dal giorno in cui sua figlia è inchiodata ad un letto senza sorridergli, senza stringergli la mano, senza rivolgergli la parola. Vaglielo a dire ai medici che l'hanno in cura, che sanno cosa significa un essere umano ridotto a pianta, vaglielo a dire a tutti gli amici e parenti che l'hanno vista viva e ora vedono solo un corpo immobile, deformato, senza capelli. Io non lho vista. Ma credo che, se la vedessi, anche tu cambieresti idea.

Luigi ha detto...

Non possiamo giudicare nessuno in merito a questa drammatica situazione. Possiamo solo pregare il Padre Eterno, certi che qualsiasi decisione Egli prenderà per questo giglio, sarà quella giusta per la sua felicità eterna.
Eluana ed il papà Beppino sappiano che io sono vicino a loro ogni giorno con le mie preghiere.

Anonimo ha detto...

Che si vergognino le persone che stanno UCCIDENDO Eluana.
Chi è Carlo Alberto Defanti per dire che "Eluana non avrebbe voluto essere mantenuta in vita in queste condizioni". CHI LO DICE?
SVEGLIATEVI. Questa non è LIBERTA', questa non è un rispettare l'umanità di Eluana, questo è un'UCCIDERLA.
Davvero abbassate il valore della vita ad un sempre "poter fare una vita normale", cioè ad un riuscire a fare determinate cose?
Davvero la vita è questa?
Davvero questa è la dignità ed il valore dell'uomo?

Se la pensate così vergognatevi.
Questa è un'accusa mossa da una sedicenne che probabilmente ha capito più di tutti questi ignoranti che hanno ottenuto l'omicidio di Eluana dove stia la virtù dell'uomo in quanto tale, dove stia il valore e la dignità dell'uomo. E sta nell'Essere, nell'esistere, nell'essere semplicemente voluti da Dio.
Cogitor Ergo Sum.
Sono pensato, quindi ci sono.

Non è forse questo il vero valore dell'uomo?
L'essere amati da Dio?

Io non ci sto ad una riduzione del mio essere Uomo.
La mia dignità ed il mio valore non stanno nel saper condurre o meno una vita "normale".

Lunga vita ad Eluana, che possa andare in paradiso

stefano.67 ha detto...

E' vero, finalmente libera di spiccare il volo, dopo anni di prigionia nel proprio corpo, tenuto in vita solo per scelta degli "altri"...ma è veramente corretto farla morire staccando nutrimento e idratazione, facendola morire lentamente, in 10/15 giorni? siamo veramente certi che non ci sia un neurone ancora funzionante e in grado di trasmetterle sofferenza, per non essere alimentata?
Io approvo che le venga consentito di morire, ma la mia ignoranza mi porta a credere che forse sarebbe meglio intervenire in modo più deciso e drastico. Non so, magari un'iniezione letale o qualunque altro rimedio che non trascini questa potenziale (e a noi ignota) sofferenza, per così tanto tempo!

Giuseppe Regalzi ha detto...

Stefano: l'iniezione letale è veramente impossibile nel nostro attuale ordinamento giuridico (un'azione, al contrario di una omissione, qualifica automaticamente il gesto come omicidio del consenziente, vietato dal codice penale).
Quanto alle possibili sofferenze per la sospensione dell'alimentazione artificiale, puoi leggere questo post.

stefano.67 ha detto...

Gen.tmo Giuseppe,
premetto che non possiedo alcuna nozione medica o laurea di alcun genere (sono un semplice ragioniere) e, per questo, ti ringrazio per il post di approfondimento che hai mandato, che trovo indubbiamente interessante, ma non sono del tutto convinto che possa essere realmente così, poiché presumo che le poche persone che hanno ricevuto un simile trattamento, non abbiano avuto l'opportunità di raccontarlo (il tutto, ribadisco, resta sempre frutto della mia ignoranza in materia), tuttavia, se avessi la possibilità di scegliere e mi trovassi in tale condizione, non vorrei sicuramente morire in questo modo.
Mi rendo conto che vi siano state situazioni diverse, come ad esempio il Sig. Welby, il quale ha potuto decidere di smettere di vivere mediante distacco delle macchine per la respirazione e previo apposita anestesia, ma siamo certi che, nella sua lucidità mentale, avrebbe chiesto di morire, se l'unico sistema fosse stato quello adottato per questa ragazza?
Purtroppo mi restano questi atroci dubbi, che mi lasciano l'amaro in bocca anche se ritengo giusto porre fine all'esistenza forzata di questa ragazza.
Grazie tuttavia per l'attenzione prestata e le delucidazioni, Stefano

Anonimo ha detto...

Leggendo il commento di Giuseppe, mi è sorto un atroce dilemma: è vero, un'iniezione letale è un reato e, nello specifico caso, potrebbe sicuramente essere interpretato come omicidio doloso. Ma non è omicidio doloso anche smettere arbitrariamente di alimentare una persona che non può farlo da sola e che non ha, in alcun modo, la possibilità di commentare, autorizzare o richiedere qualsiasi cosa?
Magari chissà, Eluana Englaro avrebbe potuto preferire un altro sistema, per porre fine alla propria esistenza!?!

Giuseppe Regalzi ha detto...

Caro Stefano, molti dei pazienti di cui parla Ignazio Marino erano in grado in realtà di raccontare cosa provavano. Si tratta spesso di pazienti terminali ma coscienti, che non assumevano più cibo ma che non provavano per questo sensazioni dolorose.

stefano.67 ha detto...

Caro Giuseppe,
voglio credere a quanto mi dici, poiché pur non conoscendoci, ho l'impressione che tu sappia di cosa stai parlando, al mio contrario, però qualche dubbio mi resta sempre.
Posso solo sperare che sia veramente così!!!
Ciao, Stefano

Giuseppe Regalzi ha detto...

Anonimo: la parola chiave è "arbitrariamente". Qui nessuno sta smettendo arbitrariamente di alimentare Eluana, ma lo fa in base a una sentenza della magistratura.

Tecnicamente la cosa, per come la capisco io (che non sono un giurista), va così: se io uccido una persona compiendo un'azione, questo (a parte i casi di legittima difesa) è un omicidio, e non conta se quella persona fosse d'accordo. Ma se compio un'omissione? Qui siamo portati a rispondere che è la stessa cosa, ma sbagliamo. Immagina che ci siano dei bambini in Africa che hanno bisogno di un vaccino, e che senza averlo morirebbero. Il vaccino costa pochi euro a dose, e io potrei benissimo acquistarlo e mandarglielo, evitando quelle morti. Se non lo faccio sono giuridicamente un omicida? Dovrei essere giudicato allo stesso modo in cui sarei giudicato se inviassi loro per posta dei giocattoli contaminati con quegli stessi batteri? Ovviamente no - anche se dal punto di vista puramente morale sono quasi certamente colpevole. Allora cosa fa la legge, per dire quali omissioni sono condannabili e quali no? Usa l'articolo 40 del Codice Penale, comma 2: "Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo". "Obbligo giuridico": sono obbligato a fare quello che mi obbliga la legge di fare, e basta. Quindi è un reato non soccorrere un ferito per la strada, ma non è un reato omettere di comprare quelle fiale di vaccino. E adesso una corte ha sentenziato che non è reato sospendere un trattamento medico a una persona che aveva manifestato chiaramente la preferenza a non riceverlo.

Tu noti che Eluana non ha detto in quale modo morire. Questo può essere vero, ma la ragazza aveva pregato il padre di "sospendere le cure" e non ha espresso altre preferenze, il che sembra autorizzare a fare quello che la corte ha stabilito. Mi pare irrazionale che per andare dietro a una preferenza possibile si disattenda la preferenza che aveva espresso. In ogni caso, Eluana sarà sedata, e quindi non sentirà assolutamente nulla.

Anonimo ha detto...

giustizia a tabur battente, per quelli che sembrano nn potersi diffendere ma aiutati come si deve ottengono quello che vogliono... sostenuti con grande capacità di qualsiasi tipo comprendono anche noi...

Giuli23 ha detto...

chi dice ke è omicidio nn ci sta con la testa!tu sedicenne (come me tra l'altro) dici ke il valore e la dignità dell'uomo stia nell'essere amati da Dio??credo ke pensandola così ti abbassi da sola il valore della vita.cioè, secondo te stare 16 anni su un letto senza poter mangiare,lavarsi,camminare ma neanke pensare è comunque una vita dignitosa? ma nn si parla neanke di vita.. questa ragazza nn è cosciente,nn prova niente,nn può fare assolutamente NULLA!e tu la chiami vita e x di più dignitosa solo perché Dio la ama?!?!ma ti rendi conto della cazzata immane ke stai dicendo??di sicuro parli così perché credi ciecamente a tutte le minchiate ke si inventa la chiesa.ke poi la cultura tradizionale religiosa ha sempre visto la morte come evento naturale,parte del disegno divino.
nn so te,ma io sinceramente nn "vivrei" mai in uno stato del genere.semplicemente perché è inutile,senza senso.vivere nn consiste semplicemente nel respirare sai.e ti dico altre 2 cosette:
1)cogito ergo sum(PENSO,dunque sono)è una frase di Cartesio a cui Karl Barth ha semplicemente aggiunto una R: cogitoR ergo sum (sono pensato,quindi ci sono). immagino ke tu sia d'accordo con Barth,mentre io mi associo a Cartesio.ma a parte questo,qui si parla di "esserci",di "esistere". ke nn significa x forza VIVERE. esistere significa essere al mondo,avere un cuore k batte e respirare. tutto qui.vivere vuol dire provare emozioni,pensare, avere delle idee,dei sogni,degli obiettivi..quindi direi ke la povera Eluana in 16 anni si è limitata ad esistere,ad esserci.
2)Eluana è morta 16 anni fa.16 anni fa sarebbe dovuta andare in paradiso.ed è a causa di gente ke parlava di omicidio ke nn è successo.e a causa di questa gente,sarebbe successo tra chissà quanti anni ancora.ed è grazie a gente con un pizzico di buonsenso e di cuore ke oggi,dopo 16 anni,Eluana può riposare in pace.

maria ha detto...

Rispetto alla vita si, ma rispetto anche al padre di Eluana per questa sua battaglia contro tutti e tutto, non deve sentirsi solo , non mi sento di giudicare ciò che non conosco, le è rimasto accanto per 16 lunghi anni ,noi non eravamo accanto a lui . Io gli auguro tutta la serenità di cui avrà bisogno se la sua decisione sarà resa possibile.

Antonio ha detto...

E di tutti i disabili che non riescono a vivere una vita "dignitosa" coma qualcuno la chiama, che ne facciamo?Non li nutriamo più? Cmq credo sia inutile ragionare con chi ha la ragione come proprio limite, chi vuole firmare una petizione contro l'uccisione di Eluana vada qui :
http://petizioni.tiscali.it/eluana
Grazie

Giuli23 ha detto...

ma ke c'entrano i disabili???i disabili sono capaci di fare qualcosa,sono coscienti almeno. Eluana nn può fare NIENTE,nn so se riuscite a capire il significato di questa parola.nn dire le cazzate x favore!nn venire qui a darmi dell'assassina ke vuole ammazzare dei poveri disabili.c'è dfferenza tra l'essere disabili ed essere dei vegetali.però hai ragione su una cosa:inutile ragionare con chi ha la ragione come proprio limite.però vorrei proprio sentire una buona ragione x nn "ucciderla" come dite voi geni ragionevoli

textman ha detto...

"che cosa prova il malato in SVP?” non è possibile dare una risposta diretta"

La neurologia non sa che cosa sta provando Eluana in questo momento. Non lo sa, non ne ha la più pallida idea. Mettiamocelo bene in testa tutti quanti. Non parlo di spiritualità, dico che lascienza è indietro di 200 anni rispetto a quanto creda il sentire comune (la speranza comune). La neurologia non ha la più pallida idea di quali sia il contenuto di quell'attività cerebrale che continuaimao a vedere nell'encefalogramma di Eluana. I più savi, anche medici, si fermano di fronte ai limiti propri e della propria scienza. Ma ormai non serve ...

Anonimo ha detto...

michelangelo ha detto

Eluana, la morte è in viaggio.

Prima della sentenza
Qualcuno sa dire se Eluana soffre?
Se ha mal di testa, dolori allo stomaco, vomito o se ha coscienza del dolore e delle sofferenze?
Nella stessa misura nessuno saprà dire se invece Eluana è serena, in pace, sogna, spera, prega.
Qualcuno sa dire se Eluana vuole vivere o vuole morire ora?
Che senso e che valore ha, che abbia preso una decisione dieci o venti anni fa?
E’ in coma permanente o in coma persistente?
C’è con assoluta certezza la totale e irreversibile assenza della coscienza?
C’è con assoluta certezza la totale e irreversibile assenza dell’inconscio e della funzione onirica?
Se non c’è, come fai padre, medico, giudice, UOMO a farla deliberatamente morire?
E intanto sono davanti alla tv in attesa, come penso voi, anche se con aspettative diverse.
Che la "mente profonda" dei giudici faccia arrivare la sua luce alle loro coscienze sottomesse alla ragion comune.

Dopo la sentenza
La sentenza della cassazione è arrivata,
La luce non s’è accesa,
la ragione del senso comune è prevalsa,
il buio ha inghiottito la speranza
e la morte arriva sollecitata.

Vespa del senno del poi
Se Bruno Vespa avesse anticipato di un giorno la trasmissione “porta a porta” sul caso Englaro, cosa che poteva fare benissimo, con gli stessi protagonisti e le medesime argomentazioni sulla CULTURA DELLA MORTE contro la CULTURA PER L’AMORE DELLA VITA, la sentenza della Cassazione SAREBBE POTUTA CAMBIARE

Mille commenti
Qualcuno ha scritto: “Ma la vicenda a questo punto andrebbe vissuta con più riservatezza familiare, mi rifiuto di assistere alla morbosità di contare gli ultimi respiri di questa ragazza in diretta televisiva”.
Rantoli vuoi dire!
Facciamo un semplice calcolo, basato su 16 respiri (o rantoli) mediamente al minuto.
16 x 60 = 960 in un’ora;
960 x 24 = 23.040 in un giorno;
23040 x 15 = 345.600 in 15 giorni
Io padre, caro qualcuno, mi suiciderei piuttosto che assistere a questa INUMANA tortura non prima di aver fatto, però, il mio

“testamento biologico”
che Trascrivo d'impulso.
Io Blanco Michelangelo, cardiopatico da 19 anni,
più volte rivascolarizzato, in terapia e sotto controllo permanente,
in piena facoltà di intendere e di volere,
chiedo che in caso di intervento chirurgico, cosa affatto improbabile,
di non voler essere operato dal prof. Umberto Veronesi né dal prof. Ignazio Marino,
cosa invece molto probabile per uno sconosciuto come me,
né da tutti i chirurgi favorevoli sia all’eutanasia che al testamento biologico.
Do invece pieno consenso in caso di morte all’espianto di tutti gli organi ad eccezione del cuore, ovviamente, e del cervello che non servirebbe a nessuno.

Anonimo ha detto...

Sono un medico cattolico e ho solo qualche domanda da porre. Ieri ho sentito un teologo fare la seguente affermazione: la vita è un bene indisponibile. L'uomo quindi, secondo questa idea, dovrebbe affidarsi a Dio per qualsiasi intervento sulla vita. Intervento sia di inizio terapeutico così come di interruzione. Se la vita, per un cattolico, è realmente nelle mani di Dio, questa lo è sia nel momento in cui si parla di interrompere le terapie sia nel momento in cui si tratta di intraprenderle. Perchè possiamo intervenire sulla vita quando si tratta di curarla ma non quando si tratta di lasciarla al suo decorso naturale? Qual'è realmente il "non interferire" dell'uomo? La medicina ci dimostra ogni giorno come la vita sia diventata, grazie alle molteplici tecniche e possibilità terapeutiche, un bene sempre più dipendente dal nostro agire medico. La scienza ha tra le mani un bene infinito di cui dispone, dispone perchè può metterci le mani, può intervenire per migliorare la vita e per peggiorarla, per salvarla o per lasciarla morire. La scienza ha una responsabilità grandissima. Se allora non possiamo intervenire sulla vita quando si tratta di interrompere una terapia, lo possiamo invece fare quando si tratta di intraprenderla? L'uomo che si ammala di una malattia degenerativa deve accettare il suo futuro senza interferire nel decorso? Poichè questo è forse il volere di Dio? O il volere di Dio sarà la vita a tutti i costi, e quindi ben venga qualsiasi intervento pro vita ma al bando qualsiasi possibilità di astensione dalle terapie? Poniamoci domande ogni giorno, senza la prestesa di avere la verità in tasca. Cerchiamo le risposte con umiltà e informazione consapevole. Sappiamo che ogni giorno in un ospedale i medici si trovano a dover prendere delle decisioni che porteranno a ridurre o aumentare l'aspettativa di vita di qualcuno? Sappiamo che quello per cui tutti ci scandalizziamo (interrompere terapie, staccare respiratori) succede ogni giorno in qualsiasi reparto di rianimazione e non solo? Siamo realmente informati su cosa significhino le parole eutanasia, stato vegetativo, accanimento terapeutico quando assumiamo una presa di posizione? Pongo solo una questione: di fronte alla grandezza della vita e alle capacità raggiunte dalla scienza, ci facciamo abbastanza domande o abbiamo sempre e comunque un'opinione a priori?

salvatore ercolani ha detto...

Salve scusate se ce qualche errore nella grammatica ma o fatto le scuole in Germania ma voi mi saprete correggere grazie mi fate sapere che ne pensate del sistema e semplice ma efficace quando la tecnologia serve x salvare vite umane e non x fare solo profitti grazie.

Salve lo stato Italiano la Chiesa è i Media nazionali fanno tanto casino x lasciar andare eluana englaro dopo 20 anni di coma che non sta a me giudicare ma non si preucupano di evitarne altri di nuovi casi come eluana englaro sta in coma x colpa di un incidente stradale io o la soluzione x evitare 90% 95% dei incidenti mortali su strada che vi descrivo qui sotto e lo mandato all corte Europea alla Vaticano al Quirinale ala Camera de Deputati e al Senato e al Presidente del consiglio senza alcuna risposta quindi ce da pensarci e rifletere.

Il sistema per evitare il 90%-95%dei incidenti mortali su strada che succedono à causa del alta velocità e sotto gli effetti di alcool e droga e mettere un volante o pedaliera con sensori capaci di rivelare queste ultime come in America esiste il braccialetto che rileva se si e ubriachi o drogati collegato al accensione del veicolo e se risulta positivo al alcool o droghe la macchina non parte è a riguardo al alta velocità basta mettere un sistema GPS del tipo americano o europeo collegato con la centralina del limitatore di velocità cosi lauto non può più superare il limite di velocità consentiti dalla legge del codice stradale è cosi le compagnie automobilistiche farebbero pressione sulla S.p.A. Autostrade italiane e sul Governo italiano affinché non migliorerebbero le strade e autostrade cosi da poter aumentare il limite di velocità ma su strade sicure e senza buche è pozzanghere come in Germania le autostrade sono sicure anche in condizione avverse è ad alta velocità in alcuni tratti è sono tutte gratis?? e in più si evitano 7.000- morti 40.000-invalidi permanenti e 250.000-feriti vari l anno solo in Italia,in Europa moltiplicate x 27 paesi del Unione Europea sono tanta gente che si potrebbe salvare , in gran Bretagna e già attivo un sistema simile ma non x salvare vite Umane ma x far pagare la tassa di circolazione in base a dove si circola centro urbano e extra urbano e periferia e anche la scatola rosa proposto dl ministro Carfagna avrebbe la stessa funzione collegandolo alla centralina del limitatore di velocità del veicolo usiamo la tecnologia x salvare vite umani e non solo x i profitti x info sa.ercolani@hotmail.it

A chi non conviene il sistema x evitare 90%-95% dei incidenti mortali stradali x primo ai comuni Italiani e Polizia Municipale che non potrebbero più multare gli automobilisti x aver superato il limite di velocità ,e se il sistema GPS sarebbe collegato con il sistema x regolare il traffico quindi semafori e altri dispositivi esistenti si potrebbe regolare il traffico ed evitare anche le multe ai semafori e risparmiare sulle forze del ordine che controllano il traffico li potrebbero impiegarli in altri campi e in più si eviterebbero i morti,feriti e gli assassini x sfortuna in galera e tutto a spese dei contribuenti.
I secondi sono le compagnie automobilistiche che non venderebbero più le auto di grossa cilindrata e pezzi di ricambi a causa dei incidenti stradali.
I terzi sono le multinazionali delle compagnie delle assicurazioni che dovrebbero abbassare le tariffe delle polizze R.C.Auto e infortuni vari del 90% .
I quarti sono le multinazionali pharmacopee e ortopediche che si toglierebbe ben il 80% dei loro guadagni x che non ci sarebbero più ogni anno 40.000-invalidi permanenti e 300.000-feriti vari non contando i 7.000-morti l anno,so che il bilancio della sanità in Italia e del 53% del pill annuale 30 miliardi di euro solo x incidenti d auto e in più i carcerati x sfortuna quindi un enorme risparmio in denaro pubblico e per primo le vite umane risparmiate,Quindi cosa e più importante i profitti del e multinazionali o le vite umani tra morti invalidi e feriti vari e gli assassini x sfortuna che stano in galera e tutto a spese dei contribuenti e famiglie distrutte da entrambi i lati dei investiti e investitori delle auto.é infine e brutto pensare che anche tutto ciò che gira in torno ai 7.000- morti = 7.000-funerali l anno tra pompe funebri è cimiteri è tutti riti funerali e fiori compresi che vergogna questa italia che preferiscie profitti e potere a posto della vita.
Grazie
Postato da salvatore ercolani

la corretta informazione su tutto ciò che riguarda l incolumità delle persone e un dovere per chi ha il compito d informare ed un diritto per il destinatario dell’ informazione. chi non lo fa assume precise responsabilità per le tragedie che pur essendo spesso evitabili continuano a sconvolgere la serenità di tante famiglie italiane. Chiunque si trovi nelle condizioni d intervenire per contrastare la vergognosa strage stradale che si consuma ogni giorno sulle strade ha il dovere morale e civile di farlo altrimenti si rende complice delle conseguenze grazie

Giornalisti e TV informazione negato di importanza vitale :
la Rai come rai 3 e radio due tele due rai e Mediaset come striscia la notizia e le Jene tutti i Tg nazionali non lo vogliono pubblicare o fatto un esposto alla procura generale di Napoli essendo tv pubbliche dovrebbero pubblicare come salvare 7.000 mila vite umane e 30.000 invalidi permanenti 300.000 mila feriti vari anche loro sono contro il sistema anno da perdere anche loro non avrebbero più informazione di incidenti mortali e pirati della strada in galera.

Attenti alle associazione vittime dela strada e anche ad altre associazioni che asspettano il polo da spenare sono come le jene o avvoltoi come li volete chiamare delle persone che lucrano sulla disperazione della gente che a perso una persona cara a lui,loro aspetano il pollo x da spenare una donazione anche loro con il mio sistema COME EVITARE IL 95% DEI INCIDENTI MORTALI SU STRADA non anno piu il dirito di esistere attenti al LUPO .Per provare x credere copiate il mio sistema nei opuscoli o guest book o forum dovunque potete commentare su questi siti delle associazioni vittime strada se non lo cancellano sono associazzioni oneste altrimenti asspettano solo il pollo da spenare ? voi. grazie postato da salvatore ercolani

Anonimo ha detto...

la cosa che piu mi fa incazzare di tutta questa storia è che eluana morirà per sospensione dell' alimentazione....
ma vi rendete conto? questa è solo colpa degli oppositori e gli stessi usano la sospensione dell' alimentazione come strumento di lotta.
VERGOGNA!!!! Eluana meritava una morte degna e quanto piu possibile rapida ( non uso il termine indolore perchè credo che la condizione di SVP non lo implichi ) .
e invece no... le tocca morire, nel 2009, DI FAME!, perchè una massa di ipocriti benpensanti filoreligiosi ed estremisti ha deciso cosi,
perchè l' italia fa schifo e la politica è indegna di chiamarsi tale, perchè corteggia da sempre quella massa di ipocriti.
siamo al medioevo, al teocentrismo e alla donazione di costantino, agli imperatori che corteggiano lo stato della chiesa per riceverne in cambio appoggio.

io mi vergogno.
e visto che siamo al medioevo.... ricordate la cattività avignonese ?????..........................
mi fermo qui...... non per paura di risultare blasfemo..... non me ne frega niente.
mi fermo perchè tanto non cambia nulla....
eluana morirà di FAME, potrebbe metterci dei giorni...
ora, branco di ipocriti imbecilli e benpensanti, scioccatevi pure....
altri invece, PER VOI, si vergognano.

Beatrice ha detto...

Un musicista ha composto un brano (gratuito) dedicato ad Eluana, per sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto alla sua triste vicenda:

http://www.youtube.com/watch?v=40Pz7UMzhMk

Eluana deve essere salvata, deve avere il diritto di continuare a vivere e non essere vittima del folle cinismo che ci circonda. Chi può stabilire con certezza che sia morta come asserisce il medico che le staccherà il sondino? un corpo che si rigenera può essere senz’anima? e chi può dire quale sia la volontà di Eluana nelle condizioni in cui è ora? lasciarla morire è un vero e proprio omicidio, nessuno ha il diritto di ucciderla, neanche i genitori.

Anonimo ha detto...

E' incredibile! C'è chi protesta per la sorte della povera Eluana Englaro dicendo che si tratta di eutanasia, e non per le modifiche al piano sicurezza in cui si toglie l'assistenza sanitaria agli immigrati irregolari che sbarcano sulle nostre coste. Quest'ultima cosa come la vogliamo chiamare?
Saluti,
v

Anonimo ha detto...

Ma se Eluana è viva e "coscente" la abbiamo condannata a 17 anni di sofferenza.
Tutti quelli che sostengono che deve essere salvata, che soffrirà lasciandola morire di fame sono dei begli ipocriti o dei cinici.
O sanno benissimo che è morta da tempo e il corpo è oramai un guscio senza vita oppure ci credono che è viva ma preferiscono farla soffrire in nome di principi distorti.
Provate a stare una settimana senza parlare senza muovervi senza poter interagire con nessuno.
Immaginate ore di essere imprigionati in un corpo senza poter fare niente per 17 anni.
Forse preghereste che qualcuno venisse a staccarvi la spina.

Susi ha detto...

Eluana era bella sana, vitale, felice e amava la vita, che, per lei, andava vissuta in ogni momento. ora è una donna che non è sicuramente più bella (non spererete che dopo 17 anni di coma sia ancora quello splendore che vediamo quotidianamente...), non è affatto vitale e non vive la vita. E' un essere vivente che non percepisce nulla di ciò che le scorre attorno e la sua anime soffre per quello che stanno facendo al suo corpo. provate a immaginarvi voi costretti a non morire!!!! lasciatela in pace, come ha trascorso in pace 16 anni, e, soprattutto, lasciatela morire in pace e porre finalmente un termine ad una esistenza che non desidera.

Anonimo ha detto...

Credo che i commenti di "Anonimo" sopra di me dicano già tutto,ma,a costo di essere ripetitivo,mi sento in dovere di dire qualcosa perchè la rabbia che ho dentro per il mondo di SADICI e IPOCRITI che mi circonda sta per esplodere. Io dico a questi falsi moralisti che metto sullo stesso piano di PEDOFILI,MANIACI E STUPRATORI di chiudere gli occhi,sedersi su un letto e stare lì immobili per qualche ora ed immaginarsi 17 anni così!!!!E non potere fare nulla!!!
Condannati così!Eluana è 17 anni che urla di dolore e voi la volete far continuare a soffrire così!!! A torturarla!E il capo di questi SADICI E IPOCRITI è proprio lui: il santissimo BENEDETTO XVI,e quelli che seguono quanto lui dice solo per compiacersi con lui!
Eluana:tieni duro,ti prego,e presto sarai libera e pura,da questo modo di belve.

Anonimo ha detto...

Ah,già che ci sono aggiungo un'altra cosa:io non sono credente, ma ateo e materialista,ma per questo molto più sensibile di tanti religiosi indottrinati,di quelli,per capirci, che fanno morire per strada di fame e di stenti una giovane donna incinta non sposata.
La mia moralità mi porta a dire che ogni cosa è giusta se porta benessere all'individuo e mi porta altresì a dire che se una persona dà il suo consenso che in una determinata situazione,sia fatta una determinata cosa,la sua volontà vada SEMPRE rispettata,a meno che questo non sia di danno naturalmente al resto della società.Non credo che se rispettassimo la volontà umana di Eluana faremmo del male a qualcuno,ma solo del bene a lei.
Io personalmente sono favorevolissimo al testamento biologico e spero che se mi capiti una cosa come quella di Eluana,chi mi ama non esisti a piantarmi una pallottola in fronte,come io sarei pronto a fare con chi amo e che poi mi mettano in galera,ma dentro di me so di avere fatto un'opera buona.Ho detto le cose come stanno a costo di essere sembrato brutale perchè questo è ciò che è giusto, questa è la verità.

giu23 ha detto...

Se un Dio esiste sarebbe il momento che accogliesse Eluana tra le sue braccia, adesso, dispensandola dall'abominio della morte per sete e fame, e liberlandola per sempre da quel corpo che le tarpa le ali.
Respirare ed esistere non significa vivere: lo sa bene il suo papà che le è accnto da tutto questo tempo.. Se un Dio c'è, ponga fine a tutto questo

sebastiano ha detto...

La morte di Elauna è l'apoteosi della stupidità umana che si fa saccenza che definisce se stessa arbitro della vita e della morte, come se l'una e l'altra dipendessero dal suo "sapere".
Provo pena e rabbia insieme, pena per la famiglia, per il padre che giustifico solo perché il dolore e la stanchezza a volte ci annebbiano la vista e ci allontanano dal vero e dal bene, rabbia perché tanti si son arrogati il diritto di spegnere una vita, nella presunzione di affermare un diritto che diritto non è, non sancito da nessuna legge, né morale né giuridica, anticostituzionale per definizione, in quanto quest'ultima è ispirata e garantisce il diritto alla salute ed alla vita, e non alla morte.

La vita è precedente e fonda la possibilità della libertà, che in quanto tale non può ordinarsi contro ciò che la rende possibile e la fonda.
La vita è forma e sostanza dell'essere umano, che ha sostanza in sé stessa, e non dipende dalla natura e dignità delle relazioni. Se così fosse si affermerebbe che esistono esseri umani superiori ed esseri umani inferiori,ciò che tanti tolitarismi, razzismi e filosofie edoniste han tentato nella storia umana di affermare.

sebastiano ha detto...

Qualcuno ha scritto: "bisogna rispettare la volontà altrui..."

Se ciò vale per tante cose, non può valere quando questa volontà si ordina contro se stessi. Anche se vi può essere un atto di pietà verso l'uomo suicida, il suo gesto rimane ed è incomprensibile, oltre ogni possibilità di spiegazione.
E' contro natura, e contro se stessi il desiderio della morte, in quanto l'uomo è per la vita.

Dire, rispettare la volontà, significa affermare che dell'altro non mi importa nulla se viva o muoia! La sua vita, la sua persona mi è totalmente estranea, è fuori di me, e non ha nessun significato. E' la stessa reazione assente di chi dinnanzi ad un ferito grave, non si ferma a soccorerlo, interrompendo la sua vita per prendersi carico dell'altro, ma incurante, passa oltre perché quella vita e quella persona non gli appartiene ed è inifluente se viva o muoia.

Dinnanzi ad un rispetto ottuso ed intriso di egoismo, rivendico il diritto di fermare la mano di chi considero fratello ed amico bisognoso della condivisione di un fardello diventato pesante soprattutto per l'indifferenza di tanti me ne frego o mi faccio i fatti miei.

Anonimo ha detto...

Dio per me NON esiste, quindi non può condizionare la mia vita.
Che condizioni la vita di chi ci crede non quella di tutti gli esseri umani.
Le finirete mai le vostre guerre di religione?
Lascerete mai in pace gli altri che la pensano diversamente? Non vi è bastato Giordano Bruno e le streghe che avete ASSASSINATO???

Tranego ha detto...

La vita comincia con il concepimento e termina con la morte.
Quando si parla di sacralità della vita, vorrei fare presente che anche la nascita e la morte sono sacre. So bene che le tecniche moderne di fecondazione possono far nascere in molti modi e che anche morire si può in molti modi: ma non tutti rispettano la sacralità di questi momenti.
Sarebbe auspicabile che sia la nascita che la morte avvenissero secondo natura, così come Dio, nella sua infinita sapienza, li ha organizzati. Non sappiamo, infatti, quali possano essere le conseguenze della nostra intromissione nei processi vitali e fisiologici che riguardano l'inizio e la fine della vita.
Nella mia vita faccio esperienze del tutto diverse da quelle dei miei antenati: nel modo di viaggiare, di comunicare, di curarmi: vivo nel mio tempo.
Ma quanto al nascere e al morire, come Abramo sono nato e come Abramo vorrei morire.
Dio è pensiero, volontà, amore e ci ha fatti a sua immagine e somiglianza.
Le cure mi sono dovute finché questa somiglianza è riconoscibile o recuperabile: quando non lo è più e la mia vita non è più autonoma, devo essere lasciato morire.
L'unica assistenza che mi spetta per la fine è la sedazione, perché sta scritto:
"Date bevande inebrianti ai morenti" (Proverbi 31,6).
Queste parole non dicono: affrettate la morte di chi soffre (= eutanasia); neppure dicono: trattenete nella vita il morente con tutte le vostre forze (= accanimento terapeutico).
Dicono solo: la morte va accettata; uno stato di infermità irreversibile e fatalmente indirizzata alla morte, richiede solo il gesto amorevole di lenire la sofferenza. Principio biblico semplice e naturale, noto alla cultura greca (giuramento di Ippocrate) e presente nel moderno codice di deontologia medica.
I medici conoscono sempre meglio qual è la malattia per la quale è dovuta una cura e qual è la condizione del morente.
Tutto il di più (dalle fecondazioni artificiali alle tecniche di sopravvivenza forzata) rappresenta, a mio parere, il peccato antico dell'uomo, che si è sempre ritenuto padrone del bene e del male e, ai nostri giorni, anche della vita e della morte.