giovedì 15 giugno 2006

L’autorevole parere di Elisabetta Alberti Casellati a proposito delle solite staminali

Considerando le spericolate analogie della Alberti Casellati (l’Italia sarebbe già piena di figli dell’eterologa naturale perché nati dal rapporto sessuale di molte donne con il lattaio di turno, pertanto perché autorizzare la fecondazione eterologa artificiale?, La procreazione secondo Forza Italia. “Chi vuole l’eterologa va con il lattaio”, la Repubblica, 12 dicembre 2003) siamo felici di rintracciare una sua dichiarazione a proposito delle cellule staminali embrionali.
Da Le decisioni sulle staminali embrionali: una scelta che tradisce l’identità del Paese, l’Osservatore Romano, 14 giugno 2006:
La decisione del Governo rispetto alla dichiarazione etica ha ovviamente suscitato la reazione critica del centrodestra: «La legge 40 era di confine tra etica e scienza. Il voto di oggi è uno schiaffo ai cittadini italiani, oggi la nostra è una democrazia offesa», ha detto il vice presidente dei senatori di Forza Italia, Elisabetta Alberti Casellati, commentando la decisione del Senato di respingere: una proposta avanzata dalla Cdl di discutere in aula le mozioni sulla bioetica. «È una situazione politica aberrante. La consultazione popolare – ha ricordato con riferimento al referendum sulla legge 40 – è la prima forma di democrazia diretta e il voto di oggi è uno schiaffo agli italiani».
Confine tra etica e scienza? Ovvero? E poi ancora la storia del voto referendario che avrebbe confermato la legge 40? Il famoso 75% degli italiani favorevoli alla legge sulla procreazione medicalmante assistita?
Più che la democrazia, ad essere offesa è la (nostra) intelligenza, e uno schiaffo al buon senso e all’onestà.

3 commenti:

Marcoz ha detto...

Mia moglie preferisce il postino: va bene lo stesso?

Saluti

Morgan ha detto...

Vorrei incontrare la signora in questione e fare un vis a vis su alcune tematiche che ha trattato. Scommettiamo che la troviamo molto impreparata?
E' l'unica via oramai: per zittire i "politici parolai" è necessario umiliarli con la forza della conoscenza e della cultura.
Prima si studia, poi, si parla, non il contrario.

Ciao Chiara e Giuseppe.

skunk ha detto...

Se chiudo gli occhi un attimo, inizio ad immaginare di vivere in Iran...