giovedì 10 gennaio 2008

Il valore della vita

Omicidi: 7
Tentati omicidi: 17
Attentati con esplosivi: 41
Incendi dolosi: 174
Chi ha commesso questi crimini, e gli altri di una lunga lista? Per saperlo, andate a leggere «Un po’ di numeri» (Grendel from the Moor, 9 gennaio 2008); avrete una sorpresa. O forse no.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Sarebbe molto corretto se spiegaste che il Movimento per la Vita italiano - invece - non ha mai avuto nulla a che fare con storiacce del genere. Dovreste vergognarvi di scriver post del genere.

annarosa ha detto...

scusate l'anonimato precedente

Marcoz ha detto...

C'è scritto, nel post linkato, che i dati riguardano Usa e Canada.

(magari, poi, è solo questione di tempo: le mode d'oltreoceano arrivano con un certo ritardo, qui)

Grendel ha detto...

Annarosa:
"Roma, raid antiabortista al San Camillo

Un’incursione incendiaria nella sede del Coordinamento regionale per le interruzioni volontarie di gravidanza, di stanza al San Camillo, manda in fumo arredi, moduli, schede e documenti con la storia e il travaglio di tante donne costrette all’aborto."

http://www.uaar.it/news/2006/07/05/roma-raid-antiabortista-san-camillo/

Sarebbe molto corretto spiegare anche che qui in Italia certe statistiche o non si tengono o non sono note.

Il tutto senza considerare, naturalmente, che distribuire patenti di "assassine" e "sanguinarie" sarebbe di per sè un reato...

Arsenico ha detto...

Ripeto quello che ho scritto nel post sulla famiglia tradizionale, dove si insinuava che li avremmo visti al Family Day: quindi?

paolo de gregorio ha detto...

@ annarosa (anonimo poi firmato): fammi capire, uno si dovrebbe vergognare di scrivere post con statistiche in cui è esplicitamente riferito chi riguardano, perché non specifica chi non riguardano? A me sembra il solito sistema di mettere la testa sotto la sabbia con un'azione diversiva. Sarebbe stato molto più elegante dire, da persona pro-vita: "quelle persone che hanno commesso quegli atti sono dei delinquenti ed assassini". Invece chi si deve vergognare, a quanto pare, è chi comunica le statistiche, non chi uccide. Come a vergognarsi deve essere sempre il giornalista che fa una trasmissione su casi di pedofilia persino da parte di preti, e non quei preti stessi.

Dico questo con tutto che io stesso non amo mettere a cuor leggero la discussione su questi piani, e preferisco che ci si mantenga sempre nel merito delle proposte (la sostanza non cambierebbe se nessuna di quelle persone avesse commesso quegli atti riportati in quelle statistiche). Da un altro punto di vista però, anche, penso che qualche volta mettere a nudo l'incoerenza profonda e radicata di tante persone non fa forse troppo male (come distribuire generosamente plausi a politici divorziati conviventi e risposati, che organizzano o partecipano a manifestazioni per la famiglia tradizionale, invece di suggerire loro di non presentarsi).

annarosa ha detto...

Io non ho nessun problema a dire che chi uccide per sostenere il diritto alla vita è un delinquente.
Ribadisco ch non mi sembra corretto postare una statistica che riguarda un paese straniero con la malizia di dare -senza dirlo ma giocando a "far capire" -dei delinquenti a chi in Italia difende le posizioni contro l'aborto in tutt'altro modo.

Pat pat ha detto...

Bè annarosa allora dovresti cominciare a leggere i libri inchiesta sull'Opus Dei" scritti da Ferruccio Pinotti e pubblicati dalla BUR, tra i sostenitori delle associazioni per la vita ci sono anche iscritti a tale congrega post massonica post fascista e post franchista. Non ti preoccupare che santerelli non sono per niente, quello che combinano in ambito di segregazione e lavaggio del cervello delle persone merita una attenta riflessione.
E' ora di finirla, e che i cattolici si tolgano quella candida maschera di bontà, laida di pensieri repressi e desideri di opprimere il pensiero altrui e laico.

norrell ha detto...

Annarosa, sei una buffona.

Giuseppe Regalzi ha detto...

Norrell, per favore, niente insulti.

paolo de gregorio ha detto...

Annarosa, a me sembra che tu debba proprio imparare a distinguere tra cosa noi esseri umani intendiamo per non corretto e cosa per non condivisibile. Il tuo definire "non corretto" un post che di scorretto (fuori dalle regole) non ha proprio un bel nulla è sintomatico di un modo di pensare assolutizzante e insofferente verso la libertà di pensiero e azione. Reagisci di fronte ad una argomentazione che non gradisci bollandola come non rispettosa delle regole, nonostante ad essere stati riportati siano stati dati oggettivi, verificabili e presentati con puntigliosa precisione (è messo ben in evidenza a chi si riferiscono le statistiche, nel post linkato).

Purtroppo, devo dire, è un atteggiamento ormai diffuso quello di dire che chi la pensa diversamente da me, o ha argomentazioni diverse dalle mie, usa metodi scorretti (solo perché non è d'accordo con me).

Come ho già fatto notare, non discuto che uno possa non "condividere" il chiamare in causa quelle cifre all'interno di una discussione complessa e delicata.

Continuo ad avere la forte percezione che l'ideologia spinga spesso a comportamenti giustificatori o minimizzanti che non hanno nulla di oggettivo nel merito rispetto alla gravità dei fatti cui si fa riferimento. Quando si condivide una ideologia con dei (pohci) delinquenti purtroppo molti fanno grande fatica a condannare quelle azioni di pochi per quello che sono. È il caso dei "compagni che sbagliano" o delle "poche mele marce" (caso pedofilia): si esprime una debole e parziale condanna, tutt'altro che soddisfacente, per passare subito (anzi addirittura prima della condanna nel caso tuo) alla denuncia di chi ... denuncia quei comportamenti crminali.

A me fa rivoltare lo stomaco che persone appartenenti ad associazioni "pro life" (di qualunque paese) abbiano il coraggio di macchiarsi di quei crimini, ma scandalizza anche la tua reazione immediata di attacco al post piuttosto che di ferma condanna e dissociazione. Affermare che il post è "scorretto" e che chi l'ha scritto dovrebbe vergognarsi è stato per te più urgente che dissociarti fermamente da atti criminali.