domenica 7 gennaio 2007

E poi li chiamano mammoni

Più della metà dei ricercatori scientifici, assunti con contratti di collaborazione e quindi precari, guadagna tra gli 800 e i 1.200 euro al mese.
Il 31% degli intervistati guadagna meno di 800 euro netti al mese.
Il 26% tra gli 800 e i 1.000 euro.
= un collaboratore su due guadagna meno di 1.000 euro al mese.
Uno su 4 ha più di 35 anni (26% del campione) e di questi circa la metà ha più di 40 anni.
L’82% degli interpellati non ha figli.
(Non riesco ad andare avanti... Ricercatori, precari e sottopagati, Il Corriere della Sera, 6 gennaio 2007.)

1 commento:

nino ha detto...

E poi ci meravigliamo che in Italia c'è la "fuga dei cervelli".
La ricerca è considerata la cenerentola delle attività lavorative, invece è proprio la scienza, l'innovazione, la tecnologia il futuro di un paese nell'ottica di uno sviluppo sociale ed economico foriero di una vita qualitativamente buona.
Gli insufficienti finanziamenti alla ricerca scientifica relegano il nostro paese negli ultimi posti di una classifica riguardo i soldi spesi dalle altre nazioni nei confronti dell'università e della connessa attività di ricerca.
La fuga dei cervelli all'estero dovrebbe far riflettere le varie istituzioni preposte.
Non è corretto che lo stato si 'dimentica' del problema solo perchè la generosità degli italiani sopperisce alle sue lacune, esempio la campagna 'Telethon' o altre iniziative.
Finiamola con il 'baronato' nelle università, con le raccomandazioni per fare il dottorato di ricerca... ci sono molti ragazzi capaci e bravi ma hanno le porte della ricerca chiuse perchè... non sono parenti o amici dei professori.
Tanti e troppi sono i mali degli atenei italiani.
Diamoci un taglio e valorizziamo la nostra ricerca.