martedì 9 gennaio 2007

Anno nuovo, vita nuova per Francesco Cossiga

Era il 21 dicembre (Eutanasia: Cossiga, morte Welby non avrà seguito penale, le news di articolo 21):

“La morte di Welby per eutanasia pone un sigillo drammatico alla tragedia di una vita dolorosissima. È certo un caso di eutanasia che, però, non credo avrà un seguito penale”. Lo dice il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, commentando la morte di Piergiorgio Welby. Per il senatore a vita, dopo aver espresso in sede civile la possibilità di rifiutare le cure, sarebbe ora “comportamento di incoerenza e contraddittorietà grave” se la Procura di Roma “procedesse contro il medico che ha staccato la spina”. Quindi, sottolinea Cossiga, “con la necessaria non promozione dell’azione penale, la magistratura avrà con così larga maggioranza, introdotto nell’ordinamento italiano l’istituto dell’eutanasia, non servirà che i fautori dei ‘nuovi diritti’ presentino una apposito disegno di legge”. “Sarebbe certo un comportamento di incoerenza e di contradditorietà grave – spiega Cossiga – se la Procura della Repubblica di Roma procedesse contro il medico che ha staccato la spina su richiesta del malato che da tempo aveva chiesto la ‘morte dolce’. Un pubblico ministero infatti aveva in sede civile espresso parere favorevole acché il giudice autorizzasse il medico a praticare l’eutanasia e poi, quando il giudice respinse il ricorso di Welby, anche se con una ordinanza o pilatesca o frutto di colossale ignoranza sul rapporto tra legge e diritto soggettivo nel nostro ordinamento, interpose appello”.
Oggi (Welby: Cossiga presenta denuncia contro medico Riccio, Il Corriere della Sera, 9 gennaio 2007):
Il portavoce del senatore Francesco Cossiga ha fatto sapere che l’ex Capo dello Stato, come aveva preannunciato ieri, ha presentato denuncia contro il medico Michele Riccio, il chirurgo che staccò il respiratore artificiale a Piergiorgio Welby, dopo averlo addormentato. La motivazione è “per il delitto di omicidio del consenziente previsto dall’articolo 579 del codice penale”. Nel comunicato viene anche riportato: “Con il che si dichiarerebbe che c’è spazio nell’ordinamento giuridico italiano per la liceità dell’eutanasia senza il bisogno di nuove leggi se non per meglio disciplinarla in alcuni casi, come ad esempio per i minori, per le persone prive di coscienza, per i malati di mente, per i disabili e forse anche per i “rom”, nella linea della politica eugenetica messa a punto a suo tempo con rara perizia tecnico-giuridica dal Terzo Reich e per la quale fu prima rapito dal Mossad in Argentina e poi condannato a morte da una corte di giustizia e impiccato in Israele uno dei campioni germanici dell’eutanasia, il colonnello delle SS dott. Adolf Eichmann”.
(I corsivi sono miei. E pure il disprezzo.)

3 commenti:

Stanzacentouno ha detto...

Sono gravemente scandalizzato da questa ennesima forma di esternazione di Cossiga.
D'altra pare cosa vogliamo aspettarci da un individuo che pur non sapendo parlare un italiano corretto e che non perde occasione per raddoppiare qualsiasi consonante gli capiti a tiro ha avuto il coraggio di rappresentrare la nostra nazione?
E' solamente l'incoerente manifestazione dell'incessante presenzialismo di cui sono malati tutti quei personaggi che non riescono a perdere l'occasione per apparire una volta di piu' sui giornali, perche' purtroppo per loro non hanno altra gratifica dalla loro misera esistenza.
Certo e' veramente vergognoso notare come questa necessità di far sentire la propria voce, non importa quello che dica, ragginunge un tale livello di contraddizione e di incoerenza tale da smentirsi a distanza di poche ore e con argomentazioni oltre il limite dell'assurdo.
"omicidio del consenziente"?
Ma stiamo scherzando vero?
Ditemi di si, vi prego, perche' non reggerei anche a questo.

Yoshi ha detto...

ma alla fine si è dimesso da senatore?

Anonimo ha detto...

Se dire le cose come stanno vi fa scandalizzare, il problema è il vostro.
Il reato compiuto dal Dott. Mario Riccio è quello che dice Cossiga. Potrà non starvi simpatico, ma ha detto le cose per quello che sono.

Marco