martedì 12 dicembre 2006

Giorgio Israel e i valori parametrici

Ultimamente gli articoli di Giorgio Israel per Il Foglio sembrano essersi leggermente ristretti, dalle lenzuolate che occupavano fino a poco tempo fa. Io però continuo, per riflesso condizionato (indotto quasi istantaneamente dalla lettura del primo), a evitarli. Fortunatamente Aioros è di tempra più robusta della mia, e ci regala un saporito commento all’ultima fatica di Israel, di cui riporto questo assaggio:

«Ma quel che più conta è che la decisione di chi dovrebbe accogliere la richiesta di morire non ha nulla di oggettivo. In base a quale sistema di valori parametrici può decidersi obbiettivamente che la scelta di morire è giustificata?»
Mmm, ok, aspetta, lasciami pensare, vediamo: in base alla libera scelta dell’interessato?
No, eh?
Da leggere anche il resto («Vabbè, ma che discutiamo a fare», L’altro blog era più bello, 12 dicembre 2006).

3 commenti:

Prometeo ha detto...

E' pazzesco che ci siano "laici" che ancora non accettano che ogni individuo sia libero nel scegliere come gestire la propria vita (ovviamente nel rispetto degli altri)!
Se un uomo (o donna) adulto, responsabile, consapevole e LIBERO decide che il peso della sua vita sofferente gli è diventato insopportabile perchè qualcuno vuole obbligarlo a vivere? Non conosciamo tutti situazioni ormai insopportabili per chi le vive?
Non parliamo solo dei malati che soffrono terribilmente per patologie atroci (tumori, cancrene diabetiche, nefropatie, ec.) ma anche di situazioni che apparentemente agli estranei potrebbero sembrare in qualche modo meno "estreme" ma non per questo sono meno atroci per chi le vive. Qualcuno dei signori contrari all'eutanasia ha mai visto un malato di Alzheimer??? Lo conosce il prof. Israel il terrore di una persona che vede la sua lucidità mentale scivolare verso la demenza? E ha mai guardato negli occhi un paranoico schizzoide nei (rari) momenti di lucidità? Perchè queste persone non possono decidere di interrompere l'inesorabile stillicidio di un decadimento del loro pensiero LIBERO finchè LUCIDO e chiedere, prima di essere ormai poveri corpi privi di ragione (l'unica vera prova del loro essere "persone" e non solo "corpi viventi")di poter accedere a una morte dignitosa assistita da personale medico competente?
Che bisogno ha il prof. Israel di richiedere "un sistema parametrico" per "giustificare" una scelta di morire? Penserà mica che si possa istituire una "griglia di selezione" per cui dire SI a qualcunoe NO a qualcun altro? Forse il prof. starà pensando ai depressi che, in un momento di gravità particolare del loro stato, potrebbero chiedere di morire aiutati dallo Stato perchè magari non hanno il coraggio di uccidersi da soli; oppure a un impresario rovinato dagli strozzini che non ha più dove sbattere la testa. Ma io credo che se un uomo giunge a una decisione estrema come chiedere allo stato di dargli finalmente la pace che il suo corpo o la sua psiche anelano NESSUNO ha il diritto di indagare sul PERCHE'! Basta con il paternalismo di presumere che chi vuol essere aiutato non è in grado di chiedere aiuto! E' lo stesso discorso che si fa sull'aborto: povere donne non hanno la forza di portare avanti una gravidanza "difficile", aiutiamole per evitare che abortiscano!! Basta paternalismo: ogni uomo (o donna) è in grado di decidere se chiedere AIUTO o se, semplicemte, la sua vita è ormai logora e (per lui) priva di significato. Se non si riesce a "obbligare" la classe medica (mi sembra in generale riluttante) a "staccare" tutte le spine che crocifiggono i tanti Welby, offriamo almeno a chi ha deciso liberamente di interrompere la propria esistenza quella che in molti stati democratici è "l'assistenza al suicidio".

Umberto ha detto...

Mi associo a quanto detto da Prometeo. Condivido in pieno che è ora che la chiesa smetta di costringere i poveracci a soffrire. Se uno vuole morire è giusto e sacrosanto che lo si aiuti a morire, non che gli si chieda spiegazioni che solo lui può sapere e magari non vuole condividere. Vi risulta che in Olanda abbiano poi messo in vendita i kit per il suicidio che erano stati ipotizzati?

Anonimo ha detto...

Io credo che in questo blog ormai diate tutti i numeri!! Se capisco bene quello che dice Prometeo si propone il "kit per il suicidio" per tutti! Ecco dove volete arrivare!