venerdì 22 dicembre 2006

Quando il Vaticano si allea con l’Islam

Cadavrexquis recensisce il film Rainbow’s end, di Jochen Hick e Christian Jentzsch, un documentario che indaga sulle ampie sacche di omofobia che persistono nelle società occidentali («“Rainbow’s end”: la marcia dell’omofobia nel mondo», 22 dicembre 2006):

Nel 2003 il Brasile aveva proposto all’ONU una risoluzione che garantisse, in tutto il mondo, la protezione degli omosessuali, ma dietro le scene si era formata una “santa alleanza” tra il Vaticano e i paesi islamici affinché venisse bloccata. Molti paesi avevano anche minacciato sanzioni economiche al Brasile e la mozione è stata ritirata. Stephen Barris mostra i documenti che provano l’enorme pressione: sono due comunicati ufficiali della rappresentanza permanente della “Santa Sede” all’ONU e del Pakistan, fatti circolare tra i “paesi amici” per chiedere loro di respingere qualsiasi risoluzione. La lettera del Pakistan specificava, in particolare, che una risoluzione simile sarebbe “un insulto a oltre due miliardi di musulmani nel mondo”. Questa è la prova provata che, quando può – cioè quando le è concesso –, la chiesa cattolica non si fa alcuno scrupolo a intervenire direttamente in decisioni politiche che riguardano gli esseri umani, anche quando questo significa la certa condanna a morte di quegli esseri umani di cui, a parole, difende il “diritto alla vita”, e quando le torna utile – come in questo caso – la sua “Realpolitik” si allea tranquillamente anche con l’islam omofobo e reazionario. Interrogati da Barris, due rappresentanti vaticani, dichiarano con la solita ipocrisia cattolica: “Amiamo tutti ma sappiamo qual è, per principio, la posizione della chiesa”. Vengono anche riportate le parole di due rappresentanti di paesi islamici africani che, riguardo agli omosessuali, dichiarano testualmente: “Vanno curati con i lavori forzati”, invocano il carcere e si pronunciano a favore della “legge naturale” che ordina agli uomini: “usa una donna e dalle un figlio”. Klaus Wowereit, intervistato nel suo ufficio di sindaco di Berlino, commenta: “A sentire queste frasi si resta senza parole. È incredibile che una cosa simile sia ancora possibile nel mondo di oggi”. E invece lo è – e se lo è, è grazie alla “santa alleanza” tra paesi islamici e Vaticano, saldamente uniti nella discriminazione degli omosessuali
Da leggere tutto il post, da vedere il film.

1 commento:

Leilani ha detto...

Tra i costanti anatemi contro l'islam brutto e acttivo con il quale però non fa certo schifo fare numero quando conviene, le ondate di becere idiozie finto-caritatevoli su quanto successo ieri e le ennesime deficienze sui pacs e le leggi contro la violenza sulle donne che sarebbero secondo qualche genio "discriminatorie verso gli uomini" (?), non so più se essere schifata o colta da una stanca rassegnazione che ti porta a tagliare del tutto fuori quello che concerne un'istituzione rappresentata ormai quasi solo da ipocriti senz'anima. Bah. Torno a leggere Thompson con i Guns n' Roses negli auricolari e per cinque minuti faccio finta che un meteorite sia atterrato sul vaticano.