venerdì 2 febbraio 2007

Il dilemma dell’embrione sepolto

La Regione Lombardia ha approvato un nuovo regolamento per le Attività Funebri e Cimiteriali.
Un buon risultato: si potranno disperdere le ceneri anche di chi è morto prima dell’entrata in vigore della nuova legge, nell’autunno scorso. Chi è stato cremato prima della legge e tumulato ora potrà essere disseppellito e le sue ceneri disperse nel luogo preferito. Sarà possibile chiederlo a partire dal 12 febbraio, presso l’ufficiale di stato civile del Comune dove è avvenuto il decesso (da Lombardia: anche i feti avranno il funerale, vita.it, 31 gennaio 2007).

E un risultato piuttosto discutibile: il regolamento varato dalla regione Lombardia prevede la sepoltura per tutti i feti, compresi quelli che provengono da aborti sotto i cinque mesi. O meglio, lo impone. Perché nel caso in cui la donna o i genitori non siano interessati o si rifiutino di celebrare il funerale, sarà la struttura ospedaliera a garantire degna sepoltura (nei fatti: ci saranno delle barette? artigiani specializzati in piccoli funerali?).

Pessimo gusto a parte, i problemi sono: in primo luogo l’imposizione. Se fosse stata una possibile scelta della donna o dei genitori sarebbe stato accettabile (ripeto, di pessimo gusto ma non è giusto proibire il pessimo gusto); ma rendere obbligatorio il funerale è grottesco e insensato.
Inoltre: il funerale quanto costerà (a pagare è la Regione, le Asl)? Questione concettualmente non dirimente, ma sicuramente la lista delle possibili destinazioni dei fondi che saranno usati per questo ridicolo rituale è lunga.
Infine (e forse il punto più importante): davvero è un colpo ben assestato alla affermazione della personalità dell’embrione? (Sono indecisa al momento.)

Roberto Formigoni dichiara: “Per la prima volta in Italia si riconosce al feto il rispetto che merita”. E non avevamo dubbi sul pensiero del presidente lombardo.
Il regolamento regionale riconosce che “anche i feti sotto le venti settimane sono prodotti del concepimento, non più rifiuti speciali” (letteralmente è vero che i feti siano prodotti del concepimento; non è questa la questione, ma se quei prodotti siano titolari di diritti: se quei prodotti siano persone).
Secondo Flamigni questi sono solo “problemi dettati dall’ideologia religiosa che spingono il Paese verso la dittatura dell’embrione”.
(Aborto: Flamigni, Sepoltura Feti Apre Strada a ‘Dittatura Embrione’, 31 gennaio 2007, AdnKronos Salute)

Per Flamigni, la scelta di dare sepoltura ai feti è anche rischiosa: “Per quale ragione si deve fare di un pezzo di placenta il punto di riferimento delle preghiere? Per una donna che ha abortito – sottolinea – significa dare ancora più corpo al dolore, amplificare un evento che già viene vissuto come un lutto”. La scelta della Regione Lombardia non nasce dal nulla. Secondo Flamigni, qualcosa di simile era già nell’aria da tempo: “Quando nella scorsa legislatura, una parlamentare di Forza Italia aveva proposto di dare un nome a tutti gli embrioni – ricorda Flamigni – pensavo si trattasse di uno scherzo. A quanto pare la Regione Lombardia ci ricorda che non è così”.
Ognuno dovrebbe fare quello che gli pare: se una donna vuole celebrare il funerale a un pezzo di placenta, che lo facesse. Le preghiere, d’altra parte, vertono sulle questioni più strambe. E rivolgersi a un pezzo di placenta non è tanto più strano di rivolgersi a un pezzo di legno, pure se a forma di croce. La storia del lutto abortivo ha già suscitato una polemica infinita, e non vorrei rianimarla... Però è decisamente semplicistico legare indissolubilmente l’aborto al vissuto di dolore e di lutto. Non aggiungo altro, per carità.
La proposta di dare un nome a tutti gli embrioni era geniale, bisogna riconoscerlo. Una proposta ioneschiana.

7 commenti:

nino ha detto...

Quello di dare degna sepoltura al feto o al frutto di un aborto potrebbe sembrare un grande gesto di civiltà, ma quando subentra la violenza della legge che ci impedisce la libertà di scelta NO!
Spero solo che l'esempio della Regione Lombardia non venga imitato dalle altre Regioni.

Marta Maria ha detto...

La possibilità, di per sé, non mi pare una cosa sbagliata - il superamento del dolore di un aborto (soprattutto se non voluto) può passare per strade diverse, e più sono percorribili meglio è - in primo luogo per le donne.

L'imposizione, per contro, mi sembra semplicemente agghiacciante.

roberto ha detto...

E' in effetti una proposta un po' strana, però se la legge regolamenta i funerali per le persone che muoiono, bè allora è giusto che valga per tutte le persone. Un feto non è un "pezzo" di placenta, penso che sia onesto chiamarlo col suo nome. Un feto è un feto, vale a dire un essere umano in formazione, vivo. Abortire significa ucciderlo perchè lo si fa passare da vivo a morto. Ripeto, una proposta di legge del genere è strana e difficile da attuare, però non è insensata al 100% se riguarda una vita umana che muore.

Anonimo ha detto...

Se è vero che per superare il dolore di un intervento bisogna celebrare un degno funerale (intendo psicologico) si potrebbe arrivare, come so che è successo, ad istituire il funerale per il pezzo di fegato o la tiroide. la cosa comunque che mi sembra scarsamente sottlineata è l'enorme spesa del sistema sanitario per seppellire questi feti, ma soprattutto

Anonimo ha detto...

Spero che nessuno di voi sia madre di un feto morto. Credo che l'esperienza personale cambi il senso ed il peso delle parole che usiamo. State un pò più attenti quando parlate di sofferenze altrui.
Grazie,
Candelaria Romero

roby ha detto...

Sono indignata dalla superficialità e dalla poca sensibilità con cui trattate questo argomento.Io sono la mamma di un "feto"morto alla 23 settimana di gestazione.E sono grata al comune in cui ho partorito di aver attuato delle procedure simili a quella che è la norma oggi vigente in Lombardia,perchè solo grazie a questo ho potuto ritrovare il corpicino del mio cucciolo,e voi neppure potete immaginare quanto sia stato importante.Non tutti gli aborti sono frutto di una scelta sconsiderata,a volte avvengono per morte intrauterita,a volte per gravi malformazioni del piccolo,problemi incompatibili con la vita...altre volte è una scelta della donna,ma in rari casi è una scelta che si fa a cuor leggero.Se prima di scrivere ciò che avete scritto vi foste presi la briga di provare a collegarvi con qualche sito che si occupa di morti perinatali, avreste capito quanto questo problema è sentito da noi mamme,avreste toccato con mano il dolore,avreste capito che chi sceglie l'aborto terapeutico non lo fa perchè il bambino "ha il labbro leporino",ci sono problemi e malattie genetiche che danno problemi che non permettono ai bimbi di sopravvivere.E forse vi sareste resi conto anche di quanto le mamme traggano beneficio dal sapere dove si trovano i poveri resti dei loro bimbi,indipendentemente dall'epoca gestazionale,perchè sono i nostri figli...avete presente il significato della parola FIGLIO? E se non riuscite a capire che quelli che voi chiamate "pezzi di placenta" in realtà sono bambini,figli di persone che soffrono per la loro perdita,bambini che hanno un loro nome...beh, poveri voi. Io approvo quello che ha fatto la Regione Lombardia e auspico che questo regolamento diventi presto attuativo in tutte le regioni. La possibilità di scelta non deve implicare un obbligo,ma neppure la negazione della libertà di seppellire un figlio.Roberta

FRANCESCA BRICHESE ha detto...

tanti bimbi sono morti,ed è giusto che NOI GENITORI SPECIALI abbiamo 1 LUOGO DOVE POTER PIANGERE I NOSTRI BIMBI.....NOI LOTTEREMO X TUTTI I GENITORI.....FRANCESCA BRICHESE VENETO