sabato 3 febbraio 2007

A volte ritornano

Marcello Pera (Pacs, Pera attacca Berlusconi. “Perché lascia libertà di coscienza?”, Il Corriere della Sera, 2 febbraio 2007):

“Non solo non possiamo votare i pacs, non possiamo neppure dire che Forza Italia ‘lascia libertà’ di coscienza. Libertà di coscienza perché non abbiamo un’idea neanche per dare un indicazione o un suggerimento di voto? Libertà di coscienza sulla nostra identità? Libertà di coscienza sulla nostra collocazione ideale? Non posso crederci”. Tocca all’ex presidente del Senato Marcello Pera sferrare un attacco diretto a Silvio Berlusconi sul tema delle unioni civili.
Durante un convegno organizzato dalla fondazione Magna Carta a Napoli, a cui Berlusconi interverrà tra poco con un collegamento telefonico, Pera, critica l’ex premier che ritiene necessario lasciare libertà di coscienza ai propri parlamentari sui temi etici.
Pera è un fiume in piena. Attacca sia chi dentro Forza Italia si è detto disponibile a votare a favore dei Pacs, sia chi “siccome è socialista” è a favore dei Pacs. “Proprio perché i Pacs sono elemento del laicismo che è l’erede ideologico di quel partito comunista che ha sempre voluto distruggere, fino a riuscirci, il partito socialista, io voto contro i Pacs” tuona l’ex presidente del Senato.
“La mia opinione – conclude Pera – è che se siamo per i Pacs, per l’eutanasia, per la soppressione degli embrioni e, ancora, se accettiamo il multiculturalismo, se vogliamo fare i patti con l’Ucoii, cioè con i fratelli musulmani che vogliono distruggere l’Occidente, se consideriamo ‘dialogo’ la costruzione di moschee in casa nostra senza chiedere reciprocità in alcun Paese arabo o islamico, se siamo per la tolleranza che è già diventata acquiescenza, indifferenza, negligenza, se siamo anche noi quelli che dicono è meglio togliere il crocefisso o nascondere il presepe, allora non siamo né liberali, ne conservatori, né socialisti, né cristiano-democratici, siamo già succubi dell’ideologia della sinistra”.

2 commenti:

sarmigezetusa ha detto...

la prova che ormai in massoneria prendono anche i grulli

finirà, eh.

stefano ha detto...

E' venuto proprio bene nella fotografia, il cabarettista che faceva il presidente del senato. Molto somigliante!