giovedì 1 febbraio 2007

Lo sceneggiato dei Pacs: riassunto delle puntate precedenti

Il disegno di legge sui Pacs, ancora in fase di bozza, sta appassionando gli animi come uno sceneggiato interminabile: colpi di scena, tradimenti, ripensamenti e compromessi. Con la differenza che il risultato del dibattito parlamentare condizionerà molti cittadini italiani, al contrario del matrimonio fallito tra il bello e la fanciulla di turno.
Ci sono alcuni articoli che rischiano di svuotare il testo normativo del suo significato originario – garantire tutele ai conviventi – e di renderlo un involucro vuoto.
Successione, assegni familiari e reversibilità della pensione: concessi, ma con calma. Perché devono passare alcuni anni tra la certificazione di convivenza e la garanzia dei suddetti diritti. Quanti? Dipende dal ministro. Barbara Pollastrini suggerisce 5 anni; Rosy Bindi invece ne pretende 10, o addirittura 15. Che sono il tempo di uno sbatter di ciglia rispetto all’eternità; ma che sulla Terra sono una generosa porzione dell’esistenza umana.
Se uno dei conviventi muore prima del raggiungimento della fatidica soglia? Perché i conviventi devono dimostrare la “bontà” della loro unione misurata in durata-anni?
No alle adozioni per le coppie di fatto: perché il fantasma degli omosessuali si diverte a terrorizzare gli animi pavidi dei politici. I quali non si prendono nemmeno la briga di riflettere su questo scenario o di cercare le ragioni (senza invocare pregiudizi e luoghi comuni) per vietare ad una coppia omosessuale di adottare. E non osano ricorrere apertamente alla discriminazione che tranquillizzerebbe i loro animi: sì alle coppie eterosessuali, no a quelle omosessuali.

(Oggi su E Polis con il titolo Intorno ai Pacs il gran far west della politica).

5 commenti:

Anonimo ha detto...

E oltre all'adozione si chieda che almeno uno dei due uomini omosessuali legati da un pacs possa essere messo in lista di attesa per il trapianto di utero in modo, finalmente, di rendere possibile una vera parificazione tra maschi e femmine.

Lucia

Leilani ha detto...

Non è divertente il vago livore in cui la genteperbeneprofamiglia usa la parola "omosessuale"?
Digitare sarà anche un mezzo poco espressivo per quanto riguarda le inflessioni vocali e le espressioni facciali che non possiamo cogliere, eppure ci sono cose che traspaiono anche dai pixel.

Anonimo ha detto...

Il vago livore non è diretto alle persone omosessuali ma a chi, con la scusa del "ognuno fa come gli pare e basta" sta cercando di stravolgere la realtà...
Ditemi solo che il giorno che una simile richiesta arriverà sarete contrari e io tirerò un sospiro di sollievo

Luca

Anonimo ha detto...

oops ho digitato male il mio nome

Lucia

Leilani ha detto...

Quindi, cara Lucia, il motivo per cui tu sostieni chi si impegna quotidianamente per rendermi la vita impossibile in quanto considerata da voi "diversa", non è legato a nessun particolare astio?

Sei sicura?

Puoi sinceramente dire di essere scevra da qualsiasi pregiudizio?